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giovedì, 20 settembre 2007
Una borsa per Elena

Tanto per arginar i flutti di testosterone che trasudano dal mio viril profilo, metto qui questo frivolissimo "posticcino", per parlar specialmente alle mie care ospiti dell' ultimo regalo che ho fatto alla mia amica Elena: una stupenda borsa della collezione primavera/estate Kontessa! La borsa si chiama "Botticelli" e si ispira all' abito della "Primavera", il famoso e sofisticato dipinto degli Uffizi sul quale in tanti si son rotti il cranio per penetrarne i significati.

 Borsa "Botticelli", Kontessa (www.kontessaccessori.it)

Il tessuto in organza color panna è cosparso di fiori e foglie di tessuto, rifiniti con perline: la tracolla si chiude in un nodo, e due violette sono applicate sui lacci della chiusura a sacco. Trovo che sia un accessorio deliziosamente kitsch... ed Elena l' ha adorata al primo sguardo, anche se l' ha ricevuta solo ieri, con ben due mesi di ritardo, e ormai fuori stagione... sigh! Peccato, dovrà aspettare la prossima primavera prima di poterla sfoggiare...

Postato da: oyrad a 12:30 | link | commenti (26)
salotto

sabato, 06 gennaio 2007
L' arredatore che c'è in me...

Mi è bastato sfogliare a casaccio, stravaccato sul letto, il colossale catalogo della mostra “Biedermeier-the invention of semplicity“ (che, come ormai ho detto a mezzo mondo, mi sono regalato con il pretesto del Natale) per risvegliare, di soprassalto, l’ arredatore che c’è in me. Appena sveglio, ha cominciato a lamentarsi di tutto: della mia stanzetta imbruttita dal disordine, del calorifero che non mi sono ancora deciso a riverniciare, delle scatole di PVC con dentro i libri, e bla, bla, bla…

 "Biedermeier, the invention of semplicity"

Apriti cielo quando ha poi gettato un’ occhiata accigliata al mio blog: ma non si può tenere così a lungo una grafica così standard, senza personalità, senza creatività, per carità, bla, bla, bla…

Insomma, per far contento l’ arredatore che c’è in me, e per tenerlo finalmente zitto, oltre a rassettare al meglio la mia cameretta, dovrò anche io cominciare a studiare un po’ di HTML per poter applicare al mio blog alcune modifiche d’ arredo grafico.

 Dal catalogo "Biedermeier, the invention of semplicity"

4 modelli esemplificativi per tappezzerie, destinate a diversi tipologie di camere

Basterà cambiare poche cose, solo piccoli dettagli. Innazitutto metterò una tappezzeria a far da sfondo: nelle pagine del catalogo di roba Biedermeier ho trovato modelli per tappezzerie davvero molto belli , che se mi sarà possibile proverò a tagliare e appiccicare al template. Fra questi modelli alcuni includono anche sagome di porte, rigorosamente in legno laccato di bianco, a due battenti, e con maniglieria in ottone… ma sarà difficile riuscire a tagliarne fuori qualcosa di buono per confezionare una tappezzeria a misura di blog. Peccato.

 Dal catalogo "Biedermeier, the invention of semplicity"

4 modelli esemplificativi per tappezzerie, con sagome di porte a doppio battente in legno laccato bianco

Una delle cose che più mi piacciono fra tutte quelle impresse nelle immagini del solito catalogo sono le vedute di interni, e spero proprio di poter utilizzare una di queste vedute per poter sostituire il paesaggio che compare proprio sotto il titolo del blog. Sarà questa l’ ultima significativa modifica grafica, poi basta così, nient’ altro. Conserverò volentieri il colore di sfondo dei post, e anche se il carattere Trebouchet non mi entusiasma più di tanto, penso di mantenerlo, per il semplice fatto che, nelle scarne e piccole didascalie che metto accanto alle opere d’ arte a garantire un minimo livello informativo, non disturba le immagini di arte rinascimentale e sta bene anche con le  immagini di arte contemporanea.

 Stanza di stile ed epoca Biedermeier

A proposito di vedute di interni, mi piace ricordare che, proprio nella stanza ottagonale della libreria Rizzoli, dove con molta fortuna ho potuto trovare il mio libro sul Biedermeier dopo un’ intera giornata a scarpinar fra librerie milanesi, avevo tempo fa incontrato un sontuoso volume del compianto architettto Renzo Mongiardino, intitolato “Architettura da camera".

 Stanza di stile ed epoca Biedermeier

Mongiardino è anche il primo personaggio ad essere accolto fra le pagine de “Il canto delle sirene” di Alessandro Morandotti, ed è proprio fra queste pagine che ne ho sentito parlare per la prima volta. Ecco, mi metto a cucir qui un paio di scampoli di quel che scrive Morandotti sulla casa di Mongiardino.

“La sua era davvero la casa della vita, quella che non avrebbe mai voluto realizzare per i propri clienti perché la sentiva solo sua. Opere di antiquariato erano esposte accanto a oggetti da brocanteur e quello che dava vita all’ insieme e legava materiali così disparati era la regia dell’ allestimento: Mongiardino era più scenografo che collezionista, una specie di iperbole teatrale di Mario Praz (con il quale condivideva la passione per la stora dell’ arredo e le vedute di interni), e la sua esperienza professionale per il cinema e il teatro si vedeva riflessa nella sua casa e in molti suoi lavori di architettura.”

 R.Mongiardino, "Architettura da camera"

“Nell’ appartamento niente era lasciato al caso: il mobile neogotico, il gesso all’ antica, il quadro fiammingo del Seicento, la riproduzione in gesso della torre di Pisa, gli acquerelli ottocenteschi con le stanze nobili e borghesi, la cineseria, occupavano sempre una posizione studiata eppure naturale; non si poteva pensare di vederli che nel luogo dove erano sistemati dal proprietario. E poi ritorna in mente il fascino di certi ambienti concepiti per concentrarsi nella progettazione: la stanza della biblioteca, con il grande tavolo da lavoro, o, ancora, l’ angolo moresco, dove l’ atmosfera orientale riviveva nella finzione dell’ architettura e dell’arredo.”

Nel  rileggere adesso queste parole, per vedere se le ho ricopiate senza errori, mi vien da pensare che, una volta pronte le modifiche, il mio blog diventerà, con i tags a far da stanze da riempir di post, la mia prima vera casa: una casa affidata alle cure dell’ arredatore che c’è in me (che, dopotutto, pur essendo uno scocciatore, cerca di far bene il suo mestiere) per accogliere al meglio tutti voi, miei carissimi ospiti.

Postato da: oyrad a 09:30 | link | commenti (5)
salotto

martedì, 26 dicembre 2006
Un regalo per Elena

Dopo averle riempito il guardaroba con borsette per ogni occasione, per questo Natale ho deciso di regalare alla mia cara amica Elena qualcosa di diverso. Ho meditato a lungo, nelle scorse settimane, davanti a tutte le vetrine che, per una sfumatura di colore o un qualche scintillio, attiravano la mia attenzione. Un giorno, con le mani nelle tasche del giubbotto a rigirare, fra le dita, le mie ormai scarse speranze di trovare qualcosa degno di lei, passando davanti alla vetrina di un nuovo negozio di oggettistiche casalinghe e salottiere, inciampai in un qualcosa di colorato che, in mezzo a coperte e cuscini e stoviglie color avorio, ammiccava sgargiante verso di me.

 Il servizio di quattro tazze di Elena

Era un piccolo servizio composto di quattro tazzine da the, con piattino, una diversa dall’ altra, per forma e colore; ma, allo stesso tempo, imparentate fra loro da piccoli particolari formali che condividevano, come sorelle scodellate tutte nella stessa famiglia, nel disegno dei manici, nel motivo decorativo dei bordi, o nell’ accordo tonale fra i colori .

Mi incuriosirono subito, ma prima di entrare nel negozio aspettai qualche giorno, tanto per pensarci su; e quando finalmente, un mattino, mi decisi ad entrare, venni accolto molto affabilmente da una signora che, alla mia richiesta di poter vedere le tazzine colorate in vetrina, mi lasciò avvicinare a un mobiletto in legno bianco dove, anche lì, erano esposte con cura tutte e quattro.
 2 delle 4 tazze, una azzurra e una rosa

“Io le chiamo le tazzine di Alice nel Paese delle Meraviglie”, mi diceva la signora, mentre io, con testa e schiena chine e le dita che mi arricciavano i baffi,  soppesavo con lo sguardo, meditavo, rimuginavo, borbottavo fra me e me. E in effetti la signora aveva ragione: sembravano davvero le tazzine usate dal Cappellaio Matto per servire ai suoi ospiti, nei giorni di non-Compleanno, il suo solito non-the…
Già a prima vista sembravano tazzine-giocattolo, come quelle usate dalle bambine che fingono di prendere il the, come vere signore: come a suo tempo aveva fatto Anna, duchessa di Bedford, che per non arrivare affamata all’ ora di cena, si era inventata, idea tutta sua, il the da bere al pomeriggio-una furbata fatta con garbo per aver la scusa di poter mangiare qualche dolcetto (o le deliziose tartine ai cetrioli) e poter così reggere fino a sera: è così che è nata la tradizione del the “alle cinque”.
 La teiera da aggiungere al servizio

Cosa vi stavo dicendo? Ah, sì… dunque tazzine-giocattolo, ma di dimensioni normali e da usare, questa volta, per davvero: l’ immagine di Elena intenta a servire il the in quelle tazzine, in compagnia delle sue amiche, mi illuminò! Non potevo trovare forse regalo migliore: raddrizzai testa e schiena, e decisi di acquistarle. Subito la signora andò a prendere una scatola rotonda rosa, gialla, e sigillata, dove le tazze erano già confezionate, pronte per venir via con me, a casa di Elena: e non a caso la scatola aveva la forma di una cappelliera…
 Ci sono anche zuccheriera e cremiére
Scarrozzato a bordo di un buon motore di ricerca, sono riuscito a trovare, qui su internet, un po’ di informazioni su queste quattro tazzine. Innanzitutto, a questo semplice servizio si possono aggiungere, vendute a parte, la teiera color giada, la cremiére e, dulcis in fundo, la zuccheriera con coperchio, per comporre così un servizio da the davvero completo. Ho trovato anche il sito della Rosanna, la ditta che le produce: un sito pieno di tante altre cose, che vi metto qui, se vi va di curiosare.

L' indirizzo web della ditta Rosanna è:
www.rosannainc.com

A Elena le tazzine sono piaciute moltissimo: almeno, da quanto ho capito, così mi è sembrato. Gli indizi c’ erano tutti, e soprattutto uno: la frase “Sono meravigliose!”, che quando Elena pronuncia con quel bellissimo e sfumato passaggio sonoro tra il brusco suono secco della G e quello morbidissimo della L, allora, ne sono sicuro, è assolutamente sincera!

Postato da: oyrad a 06:11 | link | commenti (5)
salotto

martedì, 19 dicembre 2006
Vorrei, vorrei ...

 ... dopo la casa-fungo, questa lampada-fungo di E.Gallè (1902)

Postato da: oyrad a 07:34 | link | commenti (21)
salotto

venerdì, 08 dicembre 2006
Vorrei, vorrei ...

 ... questa oblomoviana poltrona di Adolf Loos

Postato da: oyrad a 12:55 | link | commenti (2)
salotto

giovedì, 23 novembre 2006
Vorrei, vorrei ...

 ... questo servizio di C.Dresser (fine '800)

Postato da: oyrad a 15:46 | link | commenti (3)
salotto